La riforma della giustizia è ormai cotta
No eh, per piacere, un altro anno a chiedere la riforma della giustizia, chi ce la fa? Ormai è cotta, dai, Orlando se lo sono cucinato.
17 AGO 20

No eh, per piacere, un altro anno a chiedere la riforma della giustizia, chi ce la fa? Ormai è cotta, dai, Orlando se lo sono cucinato. Si tengano le carriere sigillate, si organizzino in correnti, intercettino chi vogliono, facciano i processi sui giornali, arrestino i deputati, si giudichino pure tra di loro, usino a piacere i distacchi, le consulenze, lavorino da casa, prolunghino le ferie, scrivano le motivazioni quando cazzo gli pare, vadano al mare dimenticando l’imputato in carcere, abusino del carcere preventivo, passino le notizie agli amici e difendano come dei sansebastiano l’azione penale obbligatoria, che in fondo li capisco. Quello che non capisco, è perché quella loro ammirevole ostinazione nell’anteporre i valori agli interessi materiali mi ricordi tanto i Casamonica.
E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
